Storia di un viaggio in distilleria e di numerose partite a Uno.

La Finlandia non è sicuramente tra le mete predilette dagli amanti della miscelazione, del cibo, e nemmeno dai turisti in genere. È un po’ sfigata, poverina. Tuttavia, il giorno che ho proposto a un gruppetto di amici bartender un viaggio da Helsinki verso in nord della Finlandia, ho ricevuto immediatamente risposte entusiastiche: è quel tipo di viaggio che difficilmente faresti di tua spontanea volontà, ma che può riservare grandi sorprese. L’obiettivo era visitare la Kyrö Distillery. Situata nella ridente Isokyrö, a quattro ore di treno da Helsinki, è un simpatico spot nel bel mezzo del nulla.

Helsinki e il suo clima mite

Avevo già visitato la distilleria in primavera, con un piacevole clima “estivo” (secondo i local) intorno ai 10/15 gradi, insieme ad alcuni amici bartender dal Lago Maggiore. Ed era stato molto bello. Ma visitare la Finlandia a metà febbraio è tutta un’altra esperienza, e io ho preso l’influenza dopo cinque minuti dall’atterraggio a Helsinki.

La spedizione verso il nord era così composta: Flavio Angiolillo, Guglielmo Miriello, Riccardo Rossi, Mirko Turconi, Nicola Guarini ed io. Chi frequenta il mondo della miscelazione in Italia conosce sicuramente i primi quattro signori, considerati all’unanimità tra i migliori bartender in circolazione. Nicola è il proprietario del Pharmacy Bar di Cisternino, e uno dei più grandi appassionati di gin e di “Nord” che abbia mai conosciuto. Al suo secondo giro in Finlandia, era l’unico che effettivamente sapeva dove stessimo andando. E l’unico con l’app per l’aurora boreale. Insomma, preparatissimo.

Io, Flavio, Nicola e il mare ghiacciato.

Il nostro viaggio partiva da Helsinki. Non la inserirei tra le imperdibili capitali europee, ma per un weekend può essere una meta interessante.

To do list:

Il mercato coperto, dove abbiamo pensato bene di rifugiarci dal clima gelido e dove si possono acquistare le “prelibatezze” locali. Flavio non ha resistito al salame d’orso, che poi abbiamo assaggiato tutti insieme. Abbastanza una schifezza.

Salami d’orso e altre delicatezze.

Sessione di selfie sulle scalinate della cattedrale.

Saune a manetta. In Finlandia le saune sono ovunque, e a Helsinki ci sono diverse strutture molto suggestive che comprendono sauna, piscina all’aperto e buco nel ghiaccio sopra il mare per i temerari. Una di queste si chiama Löyly e ci abbiamo trascorso diverse ore giocando a Uno e bevendo Gin Tonic. Alcuni hanno anche fatto il suddetto “bagno” nel mare. Not me.

Saune & Gin Tonic

La nightlife offre un paio di spot degni di nota: abbiamo fatto un’ottima cena da Roster, vicino alla cattedrale, seguita da mini bartour. Il cocktail bar di riferimento per i nerd locali si chiama Chihuahua Julep, ed è una specie di speakeasy. I vetri oscurati fanno sì che sia quasi impossibile vederlo dalla strada. All’interno è severamente vietato utilizzare il cellulare: non solo fare le foto, proprio tirarlo fuori. Siamo stati ovviamente sgridati più volte. I drink erano buoni, loro non proprio simpaticissimi. Proprio next door si trova il Liberty or Death, cocktail bar piccolo e buio, dai toni underground e un’ottima selezione di whisky. A parte questi, la città è piena di localini carini. Diciamo che quando le temperature sono sotto lo zero (quindi molto spesso) il “tour” non è proprio consigliabile.

La mattina post mini bartour eravamo finalmente pronti per la nostra trasferta. A Isokyrö si arriva comodamente in treno. Dopo quasi quattro ore di campagne e boschi di betulle (e neve, tanta neve) si viene scaricati giù da un binario in una specie di paese fantasma. Benvenuti a Isokyrö! Inutile dire che qui non c’è davvero niente, se non un fiume, qualche casetta qua e là, campi. E una distilleria.

La ridente Isokyrö

La Kyrö Distillery ha aperto nel 2014 per essere la prima distilleria di rye del nord Europa. Ed essendo la Finlandia per metà composta da campi di segale, era effettivamente una buona idea. Aspettando l’invecchiamento del whisky hanno cominciato a produrre Gin, ridistillando la base di segale. E’ nato così Kyrö Napue, star della miscelazione Finlandese. Il successo è stato talmente clamoroso e inaspettato che la distilleria ha dovuto praticamente ricostruirsi. Anche ora è un progetto work in progress: alla sede principale è stato aggiunto un enorme magazzino da invecchiamento e un altro spazio che verrà destinato alla distillazione di whisky.

Oltre agli spazi “tecnici” la distilleria è provvista di: un visitor center e un bar, che nel weekend è aperto al pubblico ed è ovviamente un faro di speranza per i giovani locali. Una deliziosa casetta dove noi siamo stati alloggiati con annessa sauna, ovviamente. Quando siamo arrivati siamo stati accolti da un individuo armato di motosega: si stava dirigendo verso il fiume ghiacciato per farci un buco. Ah, l’ospitalità locale!

The team

Quindi la nostra giornata è proseguita in questo modo: visita alla distilleria, degustazione di whisky e gin, cena, visita alla nuova distilleria di whisky ormai in notturna, sauna e bagno nel fiume ghiacciato, sempre in notturna. Ora, io non ero esattamente in forma, ma TUTTI mi hanno caldamente consigliato il binomio sauna/fiume ghiacciato come panacea per tutti i mali. E io ci ho creduto. Quindi: dopo aver passato una giornata a bere whisky e un passaggio in sauna armati di bevande al cranberry (alcoliche, ovviamente), siamo tutti entrati nel fiume. E io sono rimasta un mese senza voce. Gli altri ne sono usciti forti e vigorosi, quindi forse funziona. O forse no.

Il famoso buco nelle tiepide acque del fiume.

Comunque, sicuramente è stata un’esperienza fuori dal comune. La serata è finita con torneo di Uno nella casetta e in sottofondo delle cover finlandesi di canzoni italiane anni ’70. Una cosa senza senso.

No comment.

Di questo viaggio non dimenticherò: la scaletta per uscire dal buco nel ghiaccio che cede e Nicola che ricade in acqua. Lui è stato abilissimo nell’uscirne subito. La scaletta giace sul fondo nel fiume in nostra memoria. Guglielmo che per penitenza a Uno è costretto ad una sessione di flessioni in verticale sul muro. Flavio e le sue carte da Uno, che hanno coinvolto tutta la distilleria e che ci hanno garantito una menzione sul libro degli ospiti nel bar di una stazione: eravamo qualcosa di esotico e mai visto. Mirko che esce a fare foto nel bosco di notte, e gli dicono che tanto di lupi ce ne sono “pochi”. Riccardo che cerca di convincere il master distiller a lasciarci girare da soli per la distilleria per fare una diretta instagram. Eravamo in effetti il gruppo più social di sempre.

Il giorno dopo ci siamo svegliati con una tormenta di neve e abbiamo seriamente rischiato di perdere l’aereo. A parte questo e l’influenza, lo rifarei domani. Con gli stessi amici, e anche di più.

Saune & friends 💛

E dalla Finlandia è tutto gente.

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