Firenze, il bartour da ricchi

A cui seguirà: Firenze, il bartour da poveri.

Mi spiego: non intendo fare un’indagine di quanto ci rimanga nel portafogli da investire nel nostro aperitivo. Anche perché, fortunatamente, anche nel più ricco degli hotel Londra o New York, un cocktail medio può arrivare ad un massimo di 25/30 euro, che sì non sono pochi, ma suvvia, possiamo ancora permettercelo. Quindi il bartour ricco non significa che i cocktail costeranno di più del bartour povero. Cioè sì, magari qualche euro in più, ok.

Firenze, vista dalla terrazza dell’hotel Lucchesi

Ma fondamentalmente si parla di ambienti. Quindi nel primo caso, cioè oggi, avremo la selezione dei miei locali preferiti in location importanti, di cui Firenze è sicuramente molto ben fornita. Nel bartour povero, invece, parleremo di street bar. Quindi spero nessuno si offenderò per questa mia suddivisione politically uncorrect.

Una precisazione: io sono una grande fan del bartour povero, in qualsiasi città. Non amo il lusso, preferisco gli ambienti più informali e molte volte ho trovato qualità e una professionalità maggiore in questi ultimi piuttosto che in blasonate strutture alberghiere a cinque stelle. Ma ovviamente ogni caso è a sé, e negli ultimi anni ho frequentato ogni tipo di locale, imparando a sentirmi a mio agio praticamente ovunque.

La prima volta che sono entrata nel bar di un albergo di lusso è stato al The Connaught, a Londra. Avevo circa 23 anni ed ero agli inizi della mia carriera di bartender. Il Connaught era già un’istituzione, ed ero sufficientemente curiosa da sfidare ogni imbarazzo. Ero a Londra con un’amica dell’università che ho costretto ad accompagnarmi. Inutile sottolineare che eravamo estremamente povere. Siamo entrate vestite da 23enni appena tornate da Camden Town, con i sacchetti di Primark, post pioggia londinese. Ci vergognavamo immensamente.

Atrium Bar, foto rubata dal web

Quel giorno ho imparato che nelle strutture di lusso – quello vero che è sinonimo di professionalità, eleganza e cultura – nessuno guarderà mai come sei vestito. Lo stesso servizio viene riservato a tutti. E quell’aperitivo per me è stata un’esperienza indimenticabile.

Questo per dire che anche in Italia ci sono delle strutture di lusso con dei cocktail bar meravigliosi dove non dobbiamo avere paura ad avventurarci anche se siamo persone normali, vestite mediamente male (tipo me), e ci arriviamo con lo scooter a noleggio (sempre io). Molti di questi bar valgono davvero l’esperienza.

A Firenze, il primo tra questi è l’Atrium Bar del Four Seasons. Sono stata l’ultima volta nel periodo natalizio e la location è davvero incredibile. Lo sarebbe in qualsiasi momento dell’anno, ma d’inverno le installazioni sono al limite dell’esagerato, da film americano oserei dire. E a Natale, è giusto così. Al banco troviamo Edoardo che è bravissimo, drink list creativa e servizio che ci si aspetta in un posto del genere. I drink costeranno circa sui 20 euro, ma ne vale la pena.

Locale Firenze

Altro luogo da ricchi, anzi molto ricchi, è il celeberrimo e amato dai cocktail geek Locale Firenze. Qui non siamo in un hotel di lusso, ma in un palazzo del centro storico costruito nel 1200 e ampliato nel 1500. Il salone dove si trova oggi il bar è in realtà il vecchio cortile del palazzo, dove entravano le carrozze, oggi coperto. Assolutamente obbligatorio chiedere di poter fare il giro del locale, che comprende gli spazi sottostanti che svelano la sua storia tra le cucine e i corridoi della servitù. Aggiungiamo che i drink appartengono a quel filone di iper-creatività che ha contagiato molto bartender negli ultimi anni: sono quindi molto complessi, bellissimi da vedere e pure buoni. Insomma, spendiamoli questi soldi.

Altra struttura memorabile è La Ménagère. Mentre guardavo il loro sito per controllare di avere messo gli accenti giusti, trovo la perfetta descrizione dello spazio (ovviamente loro sanno auto descriversi meglio di quando possa fare io).

Materiali industriali, oggetti di recupero o di design ed elementi creati su misura, disegnano una superficie di 1500 mq dal sapore contemporaneo. Il risultato è un luogo romantico, che vi sorprende accogliendovi mentre passeggiate per Firenze e vi invita a sedervi piuttosto che ad andare.

La Ménagère

Mi piaceva soprattutto l’ultima parte, mi sono quasi commossa.

La Ménagère

Comunque, La Ménagère è stato il primo negozio di casalinghi fiorentino, e oggi è uno spazio MOLTO grande dove c’è un po’ di tutto, e tutto fatto bene. Qui si può: fare colazione, brunch, pranzo, cena light. Poi c’è il ristorante vagamente radical chic, un negozio di fiori, uno spazio dedicato ai casalinghi, ovviamente. Poi c’è un immenso spazio sotterraneo dedicato ai concerti e agli eventi. E il bar. Dei tre locali citati fin ora è sicuramente il più user friendly, quasi quasi da meritarsi un posticino anche nel bartour da poveri visto il servizio informale e smart e i prezzi comunque non eccessivi. Tuttavia, la location non permette questo passaggio, e lo lasciamo nel bartour da ricchi. L’ultima volta che sono stata qui ho bevuto un ottimo old fashioned di Luca Manni, che mi ha anche tentata con i dolci freschi di pasticceria, che ho rifiutato, ahimè, per sensi di colpa. Ma saranno stati buonissimi pure loro.

Ultimo, ma non per importanza, il Fusion Bar. Qui torniamo al genere bar d’hotel, anche se in realtà il bar si trova al piano terra piuttosto separato dalla struttura dell’hotel. Quindi praticamente è un bar d’hotel, ma non sembra. Stile minimal vagamente orientaleggiante, dominato da bianco e toni neutri. Molto diverso dai precedenti, forse non il mio preferito per quanto riguarda lo stile. Comunque, design a parte, questo bar lavora ad alti livelli ormai da molti anni, tanto che io ho un ricordo di un disastroso bartour datato 2013, finito rovinosamente, che partì proprio da qui. L’ultima volta che sono stata al Fusion il menu era presentato su una specie di ventaglio, dedicato ad un viaggio tra diversi paesi e ingredienti. Drink estremamente complessi, e pure i bicchieri, alcuni veramente difficili da gestire. Venirci sobri, è meglio.

Io, turista.

A questa breve panoramica mancano molte altre strutture lussuosissime e ricchissime, che Firenze custodisce gelosamente come un segreto. Sì perché qui di palazzi storici e meravigliosi ce ne sono da fare invidia al mondo, e tanti di questi nascondono un bar. Ma non posso svelarli tutti. O almeno non oggi. Vi auguro di scoprirli mentre passeggiate tra le vie del centro e vi fate i selfie lungo l’Arno. Siamo pur sempre turisti tra un cocktail e l’altro!

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